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    • Siti porno: la pubblicità vale tanto, ma pochi hanno coraggio



      La pubblicità sui siti porno alletta diversi esperti di marketing, ma bisogna valutare il rapporto tra i costi e i benefici dell'iniziativa.

      Il brand di abbigliamento Diesel ha lanciato una campagna pubblicitaria sui siti porno, che ha portato avanti fino a San Valentino e finalizzata a vendere una linea di intimo. I risultati sarebbero stati più che positivi, come ha ammesso l’ideatore della campagna. Non che non ci avesse pensato nessuno prima, ma per nessun pubblicitario è facile sfatare un tabù, anche perché a rischio potrebbe esserci proprio l’immagine del marchio.

      Diesel si è sempre distinto per la sua originalità e, soprattutto, non è un brand legato all'abbigliamento per la famiglia, ma ha una clientela un po’ meno tradizionale. Ciò ha reso le cose più facili per l’azienda e i risultati sono arrivati, senza che la società abbia subito alcun discredito.

      Siti porno e pubblicità, un rapporto poco sfruttato
      Gli esperti di marketing sono eccitati alla sola idea di sfruttare un canale per veicolare i loro contenuti, le cui potenzialità sarebbero impressionanti. Lo scorso anno, Pornhub ha fruttato 21 miliardi di visite, circa 60 milioni al giorno. Cifre da capogiro, che spiegano non una corsa, ma almeno il tentativo di diverse società di sbarcare sui siti a contenuto sessuale.

      Non sempre è un successo
      Fare campagna pubblicitaria sui siti porno porterebbe mediamente 10 volte più visite di utilizzare come canali Google o Facebook, ma a un decimo del costo. In sostanza, si spende molto e si raggiunge una clientela sterminata, anche se di un certo target. Il successo di Diesel è stato reso possibile, ad esempio, anche dal fatto di avere come acquirenti, in particolare, uomini, che sono anche di gran lunga i visitatori più numerosi di siti porno.
      Al contrario Zomato la strategia non ha pagato. Il sito di ricerca dei ristoranti è stato costretto a interrompere la campagna chiedendo scusa ai clienti per avere urtato la loro sensibilità.
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